In viaggio con gli INTI ILLIMANI

Un’altra avventura, incroci e incontri, storie che si intrecciano ancora una volta per crearne di nuove: è lo spettacolo “In viaggio con gli Inti-Illimani. Uno spettacolo di storie e canzoni” che vede protagonisti i fratelli Jorge e Marcelo Coulon dello storico gruppo cileno, il cantautore fiorentino Giulio Wilson e lo scrittore Federico Bonadonna.

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SHAKESPEARE A PEZZI

il monologo di Omar Nedjari e interpretato da Enrico Ballardini ripercorre la storia del Bardo e le sue opere in una folle rincorsa all’aneddoto che spesso nasconde la vera ragione che spinse il più grande autore di tutti i tempi a scrivere le sue opere.

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DE/FRAMMENTAZIONE

La quarta edizione di NESSUN CONFINE, stagione curata da Compagnia Carnevale e dedicata alla nuova drammaturgia contemporanea, prosegue con DE/FRAMMENTAZIONE Dramma Assoluto con Incursioni a Latere di Io Epico, ovvero UNA STORIA DI IMPOSSIBILITÀ

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LA SCOMMESSA

Il Teatro San Babila inaugura la stagione teatrale 2025/2026 con il primo degli otto spettacoli in cartellone: “La scommessa”. Una storia che mette a nudo le fragilità umane e le dinamiche familiari travolte dal vizio del gioco.

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FEAR NO MORE

In occasione del centenario di Mrs. Dalloway di Virginia Woolf, Fear No More si ispira alla vicenda del romanzo e mette in scena un dialogo profondo e visionario tra un’autrice – che è la Woolf ma anche in filigrana la stessa Francesca Sangalli – e i suoi personaggi.

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PASSI

PASSI

MILANO OFF FRINGE FESTIVAL 2025

Centro Studi Circolo Caldara

    9 | 12 ottobre 2025

Autore Marco De Rossi
Regia Gianmarco Busetto
Interpreti Marco De Rossi
Luci Marco Duse
Musiche Marco Duse
Costumi Farmacia Zooè
Produzione Farmacia Zooè

           La storia di un atleta…riflettevo, all’ingresso a teatro…

Inizia la pièce; le luci bianche, fredde, glaciali mi invadono il viso…l’impatto è duro.

Il racconto scenico si snoda come un nastro che si riavvolge con un ritmo lineare che rende possibile l’inserimento dei ricordi dell’atleta.

Siamo davanti a storie che si incrociano e si mescolano; oggi con ieri, presente e passato e di nuovo presente. Questo gioco temporale crea movimento non solo scenico-attoriale ma anche emozionale. Il pubblico in platea assorbe queste energie che dilatano lo spazio azionando una partecipazione emotiva fuori e dentro la scena. Attore e pubblico fanno parte della stessa storia, di quel prima e di quel dopo ma anche di quel durante che li unisce nel momento presente.

I suoni, i gesti, le parole segnano espressioni sonore che smuovono l’animo e lo trasportano accanto ai protagonisti del racconto. Poesia e azione, sussulto e timore, ansia e speranza, dubbi e colpi di scena, vita e morte…

La vita di questo grande atleta è segnata da esperienze che vissute tutte insieme sembrano più vite in una; la divisione emotiva che si percepisce e che vibra nell’animo del campione è la stessa che gli consente di procedere e trovare la strada per la vittoria. Taluni la chiamano resilienza, io la chiamo resistenza umana perché, questa è la storia di un essere umano che è riuscito a restare “umano” nonostante tutto e, di questa capacità, ne ha fatto il proprio bagaglio di risorse vitali da rimettere in gioco quando necessario. Le brutture non lo hanno annichilito e neanche indebolito o arreso; Abdon Pamich è un uomo che ha vinto non solo tutti i titoli sportivi ma soprattutto la propria esistenza, resistendo e traendo insegnamento umano da quello stesso umano che soffriva e cercava la vita pur trovandosi ripetutamente di fronte alla morte.

E’ una messa in scena da non perdere; una possibilità di teatro che non si può lasciare andare via.

Uno degli spunti di riflessione che possiamo cogliere è dato dall’intreccio creato dall’alternanza dei ricordi del passato e la realtà del protagonista in gara olimpica; questa fluttuazione spazio temporale racconta come l’uomo del presente è la somma dei momenti di vita passati. L’uomo è la risultante di ciò che ha vissuto, delle scelte che ha fatto, delle persone che ha incontrato, delle sfide che ha dovuto affrontare, delle azioni e decisioni che ha dovuto e/o saputo prendere e di quella forza e caparbietà di voler vivere che ha voluto e/o saputo recuperare.

La storia di questo atleta è parte del passato ma anche del nostro futuro, un baluardo alla possibilità di vivere e di scegliere la vita, quell’attimo fuggente che può creare nuove prospettive a seconda di come lo cogliamo.

Questo spettacolo ha la forza e il coraggio di raccontare e mostrare: anche noi spettatori siamo lì, davanti e dentro le foibe, siamo lì in treno e ci raggeliamo quando ci chiedono quei documenti che non abbiamo e sappiamo perché…vediamo allontanarci dai nostri familiari e il cuore che batte forte mentre il respiro si affanna dal dolore che cerchiamo di ributtare giù, in fondo a noi stessi e che, chissà, quando potremo riprenderlo normale…

Il racconto portato in scena non è melodrammatico e pietoso ma ha la forza della dignità e della speranza dell’essere umano che porta sul podio più alto la VITA.

 

Margareth Londo

La storia vera di Abdon Pamich, esule e profugo fiumano diventato campione olimpionico di marcia a Tokyo nel 1964. Un racconto di sport e resilienza.

Nel 2020 il testo è stato premiato come migliore drammaturgia alla XXX edizione del Festival Segnali di Milano.

La Papessa

Tratto dal progetto “Free Women Suite – Il coraggio delle donne in 7 carte teatrali” di Andrea Balzola e Beatrice Schiaffino, La Papessa è il primo capitolo di una serie dedicata alle figure femminili degli arcani maggiori. Un’indagine teatrale sulle donne visionarie e anticonformiste che, attraversando i secoli, hanno incarnato la forza e il simbolismo racchiusi nei Tarocchi.

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