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L'UOMO DEI SOGNI

TEATRO FRANCO PARENTI

24 febbraio | 01 marzo 2026

SALA GRANDE

L’UOMO DEI SOGNI

scritto e diretto da Giampiero Rappa

con Lisa Galantini, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli, Giampiero Rappa
scene Laura Benzi
costumi Lucia Mariani
musiche Massimo Cordovani
disegno luci Gianluca Cappelletti
illustrazione Roberto Recchioni

produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale / Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

ALTRI CREDITS

assistente alla regia Michela Nicolai
direttore di scena Davide Zanni
sarta Isabella Melloni
scenotecnica  RomaScenotecnica
direttore di produzione Rosi Tranfaglia
illustrazione Roberto Recchioni

Durata: 1 ora e 35 minuti

L’uomo dei sogni, la nuova commedia surreale e visionaria scritta e diretta da Giampiero Rappa. Uno spettacolo che unisce ironia, emozione e introspezione, trascinando il pubblico in un viaggio tra realtà e immaginazione, dove il confine tra sogno e incubo si fa sottile e imprevedibile.

Giovanni, noto nel mondo dei fumetti come Joe Black, è un disegnatore di grande talento la cui vita è stata sconvolta da un evento traumatico che lo ha spinto a isolarsi dal mondo. Rifugiato nella sua casa-studio, Giovanni vive notti popolate da incubi e visioni: personaggi scartati dalle sue opere, amici e familiari si materializzano in una dimensione onirica che sembra reale.

Il ritorno improvviso della figlia Viola, montatrice cinematografica emergente rientrata dalla Nuova Zelanda, rappresenta una svolta decisiva. Il loro incontro apre un percorso emotivo fatto di scontri, rivelazioni e possibilità di riscatto.

IL PUNTO DI VISTA DI MARGARETH LONDO     

Il titolo di questa commedia già ci traspone in una dimensione immaginifica che ci fa accennare un delicato sorriso sulle labbra. Magari pensiamo subito a romantiche e delicate atmosfere, un po’ stereotipate eppure sempre efficaci, come gli scenari favolistici. Scopriamo, invece, che i sogni, in cui il protagonista è immerso e che investono anche noi spettatori, hanno altri colori, atmosfere e pulsioni. Usciamo, quindi, dalla fiaba e rientriamo nella realtà come a capovolgere il titolo in “I sogni dell’uomo”.

Quali sono questi sogni? E, magari, possono trasformarsi in incubi, in impedimenti durante lo svolgimento della vita reale, blocchi delle emozionalità represse nella quotidianità, mancanze di diversa natura che restano intrappolate nei vicoli oscuri delle nostre caverne interiori…?

La notte e, non solo, questi spettri, specchi delle nostre stesse ombre, si palesano e vivono di vita propria, si esprimono, ci sfidano e c’imprigionano nelle nostre debolezze bloccanti.

Uso il plurale, si…il protagonista, Giovanni, nel farsi scenico diventa ognuno di noi; lo specchio dello specchio del sé. Tanti riverberi quanti i frammenti di ogni singolo pezzo di specchio infranto nel cammino della vita di ognuno: diventiamo spettatori di noi stessi, nostro malgrado.

Chi non ha mai avuto incubi, sogni convulsi, incapacità di addormentarsi, dialoghi con strani personaggi come in una realtà parallela…? L’autore, regista e attore Giampiero Rappa ci chiama nel suo mondo riflessivo ma anche divertente in cui il “sogno” si palesa attraverso la “parasonnia”.

Giovanni, disegnatore e professionista navigato, vive la propria condizione di passaggio; quell’età in cui i conti cominciano a tornare e a voler quadrare. Separato ma vedovo, una figlia che lavora nel mondo del cinema come montatrice su film importanti, una nuova vicina di casa poliziotta che è poco a casa e soffre di insonnia, un gatto nero che chiama “Bianco”, personaggi che confondono, nel loro avvicendarsi, il mondo reale con quello irreale. Il perimetro è labile e il suo intersecarsi ci mostra come i disturbi notturni vivono delle tensioni sviluppate nel mondo reale della veglia. Le interfacce sono mimesi di mondi paralleli che si contendono Giovanni mentre lotta con la propria interiorità soffocata, inespressa e relegata nel fondo della propria umanità.

Giovanni è lo specchio del rinnegare noi stessi ogni qual volta non affrontiamo e diciamo al mondo cosa desideriamo, vogliamo, sentiamo, auspichiamo: cosa ci fa stare bene e cosa ci manca. E’ l’emblema del blocco emozionale che chiede di palesarsi ma scompare davanti all’evidenza per, poi, ripresentarsi nel buio degli incubi notturni.

Come si esce da questa agonia che consuma dentro e fuori? Come si ritrova il senso di esistere pur nella solitudine dell’andare, nel ritrovarsi a varcare un nuovo capitolo della propria esistenza senza conoscerne i limiti ma solo gli effetti delle precedenti come linee guida di un incerto procedere?

Ritrovare e ritrovarsi vuol dire ridare voce al proprio “io” e riaccorgersi di quanto “valore” ha la nostra esistenza e di quanto il mondo abbia ancora da offrire, nonostante tutte le paure e le tensioni umane.

Allora, comincia a ricomparire il coraggio di dire basta, questo non è per me ma, anche, ci sono per te, prenderò l’aereo anche se ne ho sempre avuto paura perché dall’altra parte c’è un qualcosa di meraviglioso che mi attende: la vita!

Margareth Londo

Giampiero Rappa dà vita ad una commedia divertente e potente che affronta, con leggerezza solo apparente, il tema della fragilità umana, della solitudine e della rinascita. Attraverso un linguaggio teatrale dinamico e una messa in scena ricca di suggestioni visive, lo spettacolo propone un’esperienza immersiva capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di stimolare una riflessione profonda sul rapporto tra inconscio e vita reale. L’autore, nonché regista, esplora il concetto di parasonnia, condizione che intrappola il protagonista in un ciclo di sogni disturbanti, trasformandolo in una potente metafora teatrale della lotta interiore tra resa e desiderio di rinascita.

Temi contemporanei e universali come la depressione, la perdita di senso, la paura del fallimento, ma anche la forza dei legami familiari e la capacità salvifica dell’arte sono calati in uno spazio fluido e mutevole, capace di trasformarsi rapidamente da ambiente domestico a paesaggio onirico grazie alle scenografie di Laura Benzi. Le luci firmate da Gianluca Cappelletti scolpiscono le atmosfere notturne e accentuano il carattere surreale delle visioni, accompagnando il pubblico in un continuo passaggio tra realtà e sogno. Le musiche originali di Massimo Cordovani contribuiscono a creare una colonna sonora emotiva che amplifica tensioni, ironia e momenti di poesia.

In scena un ensemble affiatato e versatile: Lisa Galantini, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli e Giampiero Rappa danno vita a una galleria di personaggi che mutano identità, tono e linguaggio, incarnando tanto figure reali quanto proiezioni mentali del protagonista. La recitazione alterna ritmo comico e intensità drammatica, sostenendo l’equilibrio tra leggerezza e profondità emotiva.

L’uomo dei sogni nasce dal desiderio di raccontare un tormento interiore trasformandolo in un viaggio teatrale condiviso; è una dichiarazione d’amore al teatro stesso, un luogo in cui l’immaginazione prende forma, gli incubi possono essere affrontati e i sogni diventano possibili.

NOTE DELL’AUTORE

Ci sono persone che non ricordano i sogni, altre che vivono notti piene di visioni intense, e poi ci sono coloro che sono intrappolati in un tormento chiamato parasonnia. Immaginate di chiudere gli occhi e, poco dopo, di vedere figure minacciose nella vostra stanza, di sentire voci che vi parlano, di assistere a scene di violenza così realistiche da farvi svegliare urlando o alzarvi di scatto. Questo è il tormento quotidiano di Giovanni, un disegnatore di fumetti che si trova in uno dei momenti più bui della sua vita.

Nonostante le visite mediche e le cure, il nostro protagonista non trova sollievo: ogni notte, il suo cervello lo catapulta in una battaglia contro personaggi che, con sarcasmo e cinismo, cercano di scuoterlo dalla sua apatia. Questi personaggi mutano sembianze, cambiano voce, si travestono, ma l’obiettivo rimane immutato: risvegliare Giovanni dall’incubo della sua vita reale, fatto di rassegnazione e di rinuncia a vivere, la peggiore delle condanne che un uomo possa autoimporsi.

“L’uomo dei sogni” è più di una commedia surreale: è una dedica appassionata al mondo del teatro e, soprattutto, al suo pubblico. Gli attori, con generosità, si muovono sul palco, parlano, si commuovono, cercando di smuovere qualcosa dentro di noi. Se la rappresentazione ci colpisce, applaudiamo con calore, e il nostro inconscio lavora per noi, in silenzio. Ogni sera, con l’apertura e la chiusura del sipario, gli attori rivivono la stessa storia, sperando di aver offerto un servizio importante alla comunità, sia che abbiano raccontato una tragedia, un dramma o una commedia.

Come autore e regista di questa commedia, il mio sogno è il medesimo: regalare, insieme a una compagnia di attori formidabili, sensibili e affiatati, un viaggio speciale. Un viaggio in cui ogni spettatore possa sorprendersi, divertirsi, riflettere e, soprattutto, sognare.

       Giampiero Rappa

TEATRO FRANCO PARENTI

Via Pier Lombardo, 14 – Milano

ORARI

martedì 24 Febbraio – 20:00
mercoledì 25 Febbraio – 19:45
giovedì 26 Febbraio – 21:00
venerdì 27 Febbraio – 19:45
sabato 28 Febbraio – 19:45
domenica 1 Marzo – 16:15

INFO e BIGLIETTERIA

via Pier Lombardo 14
02 59995206
biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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