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MALINCONICO Moderatamente felice

Photo M. Giusto

Teatro Manzoni

24 febbraio | 08 marzo 2026

Diana Or.I.S.

presenta

MASSIMILIANO GALLO

 

MALINCONICO


Moderatamente felice

 

di Diego De Silva e Massimiliano Gallo

 

con Biagio Musella
Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia

Scene Luigi Ferrigno – Costumi Eleonora Rella – Disegno luci Alessandro Di Giovanni

Canzoni originali Joe Barbieri

Regia Massimiliano Gallo

Photo M. Giusto

Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori.

Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario.

Photo M. Giusto

IL PUNTO DI VISTA DI MARGARETH LONDO     

Lo spettacolo MALINCONICO Moderatamente felice è il farsi di un incontro, quello tra il pubblico e l’avvocato Vincenzo Malinconico; dalla scrittura, passando per il mondo visivo della televisione, approda su un palco che lo catapulta nella pienezza dimensionale a tutto tondo.

L’incontro diventa reale, vicino ed è su questo piano che i mondi si intrecciano in modo naturale e spontaneo. Insieme all’avvocato si avvicendano le figure di coloro che animano la realtà, i pensieri, le riflessioni, le gioie e le tristezze del nostro protagonista e noi assorbiamo le vibrazioni emozionali dell’essere umano prima ancora dell’uomo professionista.

Malinconico riporta in scena il suo mondo con riferimenti chiave della propria vita in un continuum scenico che si sviluppa in un arco temporale dilatato: non ci accorgiamo del tempo che scorre e l’attenzione non si perde mai bensì resta ancorata e calamitata a ogni singolo momento scenico.

Riconosciamo delle ispirazioni che citano dei grandi comici del passato eppure, ogni volta, la regia  attenta di Massimiliano Gallo rende proprie le ispirazioni riscrivendole con ritmi e pause fresche e rimodulate. Questo spettacolo rilancia nel nostro tempo contemporaneo la Napoli in scena che continua ad accattivare ogni tipo di pubblico insieme agli inserimenti musicali in cui Massimiliano Gallo ci conferma il proprio talento puro e a 360°. Con lui tutto il cast all’altezza di uno spettacolo da non perdere; del resto, come non citare il talentuoso e poliedrico Biagio Musella eccezionale in ogni sua apparizione scenica.

La scenografia, che è rappresentata da un impianto fisso è tanto versatile quanto praticabile e allusiva: insieme al disegno luci e alle ricercatezze registiche ci presenta e ci riporta a luoghi diversi attuando un movimento mentale di costruzione di luoghi delineati dalla nostra immaginazione grazie alla narrazione attoriale. Ogni interprete è in continuo movimento; sale e scende scale, compare e scompare sul retro della scena. Da sinistra a destra, dal basso all’alto e viceversa le linee orizzontali e le linee verticali disegnano incroci come quelli che la vita reale disegna in ogni istante nella nostra quotidianità. Incontri, fermate, intrecci, vicinanze e allontanamenti. Questa scenografia, pur staticamente, racconta uno spazio in evoluzione, nel suo contrarsi e dilatarsi quasi fosse la trasposizione dell’emozionalità del nostro protagonista fatta materia. Alla solidità della struttura si contrappone la trasparenza delle vetrate che permettono insieme alle luci il nascondimento, la nitidezza, il riflesso delle proiezioni che in modo armonico intervengono a rendere visibile ciò che la mente vagheggia. La parete trasparente permette l’attraversamento e la possibilità di vedere ma anche la barriera e la negazione dell’entrare dove non è permesso quindi il non vedere; consente di fissare su una superficie ciò che la mente immagina. Allora, la nostra immaginazione viene bloccata per lasciare il passo alla condivisione univoca di ciò che Malinconico vede dentro sé stesso.

Questo spettacolo ci riflette e ci mette di buon umore. Ridiamo di battute puntuali e dai ritmi chiari e misurati, nulla è a caso eppure sempre profondamente “naturale”. Ogni attore porta il proprio contributo per ogni personaggio interpretato tanto che il pubblico non può dimenticare nulla, nessun dettaglio. La partecipazione e il coinvolgimento creano l’unione e l’abbattimento della quarta parete e sulla scena si riflette parte di noi stessi di cui riconosciamo i tratti e impariamo a riderci sopra restituendo un po’ di quella leggerezza che ci fa andare avanti nel nostro viaggio della vita.

Così, l’avvocato Malinconico, professionista non perfetto e tanto combattuto è anche colui capace di farci sorridere per la spontaneità delle proprie reazioni e osservazioni…del resto, molti comici nella vita reale sono spesso tristi e molto riflessivi…Malinconico porta la sua interiorità nel proprio cognome; si, cognome perché il nome “Vincenzo” dovrebbe significare colui che è “destinato a vincere” a “conquistare”….un controsenso dialogico oppure la verità dell’uomo che è combattuto tra i propri poli opposti, le proprie debolezze, fragilità interiori contrapposte a una esteriorità che gli chiede di esprimere il proprio contrario…

E’ proprio qui che nasce la risata, sana, spontanea, naturale…non ci sono costruzioni ma la mano che ci tendono, a partire da Malinconico, attraverso la sapiente scrittura di De Silva e Gallo, la regia di Gallo e tutti gli attori, per dirci che siamo tutto il contrario di tutto, che sorridere ci fa credere ancora in un giorno in più davanti a noi e che l’ “amore” esiste anche quando non sappiamo dove sia…ma possiamo continuare a sperare che si realizzi semplicemente proiettando su una parete il nostro sogno segreto, guardarlo in faccia e dirci che da qualche parte sussiste…perché, così, sappiamo di essere vivi anche noi…un giorno alla volta!

Margareth Londo

Photo M. Giusto

Massimiliano Gallo, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso  riflessiva e astratta, disorientata e confusa, adulta e infantile, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere, che con un senso del ridicolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Perché non è facile sentirsi all’altezza dei vari compiti a cui le giornate ci chiamano, interpellandoci di volta in volta in veste di lavoratori, professionisti, genitori, coniugi, amanti, amici: le tante, complesse categorie della vita in cui dobbiamo reinventarci ogni volta, sottoponendoci a quegli esami del nostro stare al mondo che, come ci ha insegnato un maestro del teatro, non finiscono mai.

Photo M. Giusto

Il nostro spettacolo vedrà in scena, nella pienezza delle sue attitudini d’interprete, il solo Vincenzo Malinconico, che si abbandonerà, con il suo flusso narrante rimuginatorio, filosofico, irresistibilmente comico ma sempre votato alla riflessione (perché per far ridere davvero bisogna convincere, cioè parlare all’intelligenza dell’altro), a un lungo, confidenziale monologo con il pubblico, raccontandosi tematicamente.

Lo spettacolo si svolgerà su tre tronconi: professione, sentimenti, famiglia, i tre grandi campi di gioco su cui si svolge la partita della vita di noi tutti. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano, e che darà modo al pubblico di ritrovare, nella causticità fisica del palcoscenico, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.

Photo M. Giusto

Nota di Massimiliano Gallo
Quello di Vincenzo Malinconico è un progetto a cui sono particolarmente legato e che ho voluto fortemente. Malinconico l’ho amato, ascoltato; ci siamo fidati uno dell’altro, e finalmente l’ho indossato e vissuto. È dunque un passaggio naturale portarlo in scena, grazie alla penna sopraffina di Diego De Silva e al mio senso dello spettacolo, dandogli corpo e anima. Ora c’è da cucirgli un abito in cui stia comodo. Una scena funzionale, un amico immaginario e cinque attori che gli faranno compagnia. In video, gli interventi dei suoi amici, dei suoi amori, del suo complicatissimo mondo. Sarà una regia amorevole, la mia, sperando di farvi conoscere Vincenzo per come io lo conosco.

Photo Gieljan Verhofstadt

TEATRO MANZONI

Via Manzoni, 42 – Milano

ORARI

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
sabato 7 marzo ore 15,30 e 20,45

INFO e BIGLIETTERIA

biglietteria del Teatro 027636901
online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3972908

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