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MEDEA(S)

Photo Gieljan Verhofstadt

Rassegna NESSUN CONFINE 2025-2026

Spazio Teatro 89

settimo appuntamento

19 febbraio 2026 | ore 20.30

PRIMA NAZIONALE

MEDEA(S)

 

regia, performance, testo Yasmine Deroui

drammaturgia Leila Anderson

con il supporto di Radar Mechelen, workspacebrussels, Zuidpool, Kunstenwerkplaats

All’interno della rassegna NESSUN CONFINE 25/26, giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 20.30 va in scena in prima nazionale allo Spazio Teatro 89 “Medea(s)”, una performance dell’artista Yasmine Deroui che rilegge il mito di Medea attraverso una ricerca intima, corporea e radicalmente contemporanea.

Photo Gieljan Verhofstadt

IL PUNTO DI VISTA DI MARGARETH LONDO     

L’accoglienza del pubblico in sala avviene con la proiezione, già avviata, di una video-intervista che sostanzialmente fa da premessa alla performance pur proponendo spunti votati a disperdersi nel prosieguo scenico.

Lo stacco dal video all’ingresso dell’unica performer in scena avviene in modo improvviso come a suggerire un lacerante taglio tra le due situazioni. La performance ha inizio nel buio.

Un preambolo a richiamare una Divina Commedia Dantesca riadattata, un riassetto di posizioni, ingombri e inquadrature, aprono alla riflessione lenta e attiva della performer.

Le argomentazioni spaziano da interlocuzioni personali a interazioni con chi osserva in un contesto di blocco emozionale ma di “analisi” quasi da laboratorio esperienziale.

Seguiamo le fasi sia dialettiche che di azioni, lente e misurate; ci perdiamo…la sensazione è di un dialogo autoanalitico filtrato da commistioni e suggestioni ricreate per verificare un qualcosa che non si riesce a spiegare. La domanda resta sospesa e senza mai sviluppo reale; la fluttuazione disperde l’attenzione del pubblico che è smarrito pur restando incuriosito.

L’esperimento rimane un solitario commento al proprio pensiero e le infiltrazioni dei parallelismi con la Madonna, Medea, il pieno e il vuoto delle cavità del proprio corpo più o meno esplorate e conosciute restano “arcani” misteri che sprofondano nel “sé” della protagonista.

Probabilmente, si tratta di uno studio iniziale a cui seguirà lo svelamento futuro di una possibile domanda rischiarata, accompagnata da una possibile codifica da consegnare al pubblico affinché possa avvertirne l’afflato performativo arricchito dalla magia del teatro.

            Margareth Londo

Photo Gieljan Verhofstadt

“Medea(s)” nasce da una riflessione personale sul non-desiderio di maternità e su ciò che l’artista definisce un “corpo inospitale”. In scena, Deroui costruisce un dialogo silenzioso con il proprio utero, immaginato come un’entità separata, altrove, dando forma a un’indagine che attraversa assenza, materia e mito. Attraverso l’uso di oggetti quotidiani e la creazione di rituali performativi, lo spettacolo diventa un tentativo di ascolto: del corpo, del vuoto, di ciò che pulsa e resiste pur sfuggendo a ogni definizione.

Con ironia e precisione, “Medea(s)” manipola narrazioni antiche e materie vive per dare voce a una mancanza che insiste a farsi spazio. Il mito classico non viene rappresentato, ma attraversato, smontato e riscritto come terreno di confronto tra esperienza individuale e immaginario collettivo.

Lo spettacolo è ideato, diretto e interpretato da Yasmine Deroui, con la drammaturgia di Leila Anderson, è realizzato con il supporto di Radar Mechelen, workspacebrussels, Zuidpool e Kunstenwerkplaats.

INFO e BIGLIETTI

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, Milano –

compagniacarnevale@gmail.com – 348 0129127
www.compagniacarnevale.com | www.spazioteatro89.org

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