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FRANCISCUS

Photo Edoardo Scremin

PICCOLO TEATRO STREHLER

21 | 25 gennaio 2026

Simone Cristicchi

 

FRANCISCUS

Il folle che parlava agli uccelli 

 

di e con Simone Cristicchi 
scritto con Simona Orlando 
canzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara 
musiche e sonorizzazioni Tony Canto 
scenografia Giacomo Andrico 
luci Cesare Agoni 
costumi Rossella Zucchi 
aiuto regia Ariele Vincenti 
produzione Centro Teatrale Bresciano, Accademia Perduta Romagna Teatri 
in collaborazione con Corvino Produzioni

Photo Edoardo Scremin

Attore, autore, cantante, Simone Cristicchi, dopo il debutto sul palcoscenico del Piccolo, nella scorsa stagione, con Magazzino 18, torna al Teatro Strehler, dal 21 al 25 gennaio, per ripercorrere la vicenda umana e spirituale del «folle che parlava agli uccelli», modello universale di spiritualità e di comunione con la Natura: Francesco D’Assisi.

Photo Edoardo Scremin

IL PUNTO DI VISTA DI MARGARETH LONDO     

La pièce FRANCISCUS inizia con un immediato viaggio nel tempo; siamo strappati alla nostra realtà per essere catapultati nel tempo “poetico” di Cristicchi. Lui è lì, comparso in scena come un girovago mendicante, col suo passo misurato, pronto a guidarci in questo viaggio.

Le luci e le foschie fumose fanno il resto, conducendoci in un luogo senza tempo, sospeso eppure reale.

La partenza suggestiva dà il via al racconto scenico.

Una scenografia possente, statica ma anche mobile al bisogno narrativo ed evocativo; luci che misurano la spiritualità in termini accesi e moderati per sussurrarci i passaggi mistici da quelli ordinari; un uomo in scena che si divide in più uomini e voci…ed è sempre Cristicchi a scindere sé stesso in diversi sé stessi distribuiti nel tempo passato e presente e, chissà, affacciati al futuro.

Le alternanze tra voce, canto e musiche, coi millimetrici cambi costume capaci di farci vedere personaggi diversi nel medesimo slittamento di contesto temporale, è quasi una danza dalla ritmica puntuale e ciclica ma mai scontata pur, se talvolta, prevedibile.

L’intuizione dello spettatore diventa la misura della constatazione della vita del magnifico Santo Francesco.

I passaggi tra il tempo passato, in cui Francesco ha vissuto ed è stato conosciuto in vita con tutte le possibili implicazioni umane comprese le critiche di chi non lo comprendeva, sino a giungere al tempo presente, con i significati espressi, ora chiaramente, ora nascosti alla comprensione in questo oggi che tocca vivere a noi, diventano l’abisso di quel mare tempestoso e mutevole che è la vita dell’uomo perpetuata nel tempo che scorre. Cavalcando questo fiume, nel suo continuo fluire, noi siamo l’uomo che cerca risposte mentre guarda gli scenari che, mutando continuamente sotto i propri occhi, avverte i dubbi, le incertezze e le titubanze dell’umano essere che è.

Franciscus, quindi, chi è? Cosa ci racconta oggi? Cosa comprendiamo del suo messaggio di vita concreta nel nostro oggi poco chiaro, poco limpido, tanto compromesso dalla divisione interiore di quell’uomo moderno che di moderno forse porta la definizione in quanto ancora orfano delle risposte non trovate e non maturate.

Franciscus, ricercatore fedele e inarrestabile uomo della Gioia nell’Amore di Dio nelle infinite sfumature del Creato e delle sue Creature, ci spinge a chiederci perché restiamo immobili osservatori di un mondo che non “vediamo” realmente; lo immaginiamo ma non ne afferriamo il senso…forse lo abbiamo perso? Forse, abbiamo perso il contatto col Divino che sarebbe capace di riportarci a noi stessi e al nostro andare nel mondo?

Cristicchi, nel suo essere artista poliedrico, profondo portavoce della “parola nel senso”, del “canto” e della “riflessine che urla pur senza gridare” ci accompagna nell’universo dell’anima elevata e sempre vibrante di Franciscus, che con la semplicità della propria vita ha cercato di porre nel cuore dell’uomo il seme della “gioia” incondizionata per l’esistere in dono e comunanza col Creato tutto.

A noi il testimone per il futuro, in questa corsa a staffetta per il lungo viaggio della vita che va e va…quella medesima corsa che l’uomo fa nella non consapevolezza che l’infinito che ricerca è già dentro sé stesso e, che lui stesso ne è anche parte. E’ l’espressione del moto oscillatorio continuo che si esprime dal dentro al fuori, tra il pieno e il vuoto, segnando la ricerca dell’armonia che guarda all’infinito sempre…

Margareth Londo

Photo Edoardo Scremin

Scritto con Simona Orlando, Franciscus è il nuovo capitolo della ricerca teatrale e musicale di Simone Cristicchi: un racconto appassionato e commovente, ma anche un’occasione per interrogarsi sull’attualità del messaggio di Francesco, un uomo che cercò la pace e volle cambiare il mondo, iniziando, prima di tutto, da sé stesso.  Figlio di un ricco mercante, Francesco scelse di abbandonare ogni privilegio per ripercorrere la vita povera di Cristo e degli apostoli e, come loro, amare e capire la sofferenza degli ultimi, degli emarginati: era un rivoluzionario? Un folle che visse per un sogno? Solo in scena, l’artista si moltiplica, cambia voce, abito, personaggio, componendo – in un intreccio di teatro e musica, con brani inediti firmati insieme alla cantautrice Amara – il ritratto di un uomo inquieto, consumato dal dubbio e, al tempo stesso, capace di radunare attorno a sé una vasta e vivace comunità di seguaci. Non senza destare i sospetti di alcuni: come Cencio, stracciaiolo girovago, inventore di una lingua solo sua, osservatore critico del viaggio di Francesco, interpretato dallo stesso Cristicchi.  Una riflessione accorata sul labile confine tra follia e santità, sulla povertà come scelta consapevole, sulla ricerca di una felicità capace, finalmente, di dirsi compiuta, nel segno di una nuova armonia tra l’uomo e il creato.

Photo Edoardo Scremin

INFO e BIGLIETTI

Orari: mercoledì e venerdì ore 20.30; giovedì e sabato, ore 19.30; domenica ore 16.

Durata: 1 ora e 30 minuti senza intervallo

PICCOLO TEATRO STREHLER

Largo Greppi 1 – M2 Lanza

1 Comment

  1. Messaggio ricevuto da Fabrizia e la ringrazio moltissimo:
    “Brava! Viene voglia di vederlo!”


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