CIARLATANI

CIARLATANI

PHOTO_Guido Mencari Roma

TEATRO CARCANO

    4 | 9 novembre 2025

di Pablo Remón
traduzione italiana di Davide Carnevali da Los Farsantes
con Silvio Orlando
e con (in ordine alfabetico) Francesca BottiDavide CirriBlu Yoshimi
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
assistente alla regia Raquel Alarcón
regia Pablo Remón
direttore di scena Luigi Flammia
datore luci Christian Pizzingrilli
fonico Gianrocco Bruno
sarta Piera Mura
management Vittorio Stasi
direzione generale Maria Laura Rondanini
produzione Cardellino srl
in coproduzione con Spoleto Festival dei Due MondiTeatro di Roma – Teatro Nazionale

          Lo spettacolo CIARLATANI è uno lavoro teatrale fatto di intrecci dialogici e narrativi che sembrano interrompersi, dilatarsi, contrarsi, disperdersi per poi trovare sempre un modo per ricongiungersi.

Lo spettatore entra ed esce da quadri visivi così come dalle storie intrecciate degli attori; la stessa scena si contrae e dilata, avanza e indietreggia, lascia spazio e invade lo spazio…le parole e le storie si dispiegano su un pentagramma le cui righe sono le vite dei protagonisti. Tutto diventa una composizione visiva e uditiva dove trova la propria espressione comunicativa una musica fatta di immagini, pensieri incerti e domande sospese tra ieri e oggi scenici. Racconti che si snodano non attorno a un fuoco karmico bensì, lontano, nel ricordo di quel tassello mancante che avrebbe potuto fare, forse, la differenza nelle vite dei protagonisti; attori che recitano parti di altri attori, in un ritmo che rimbalza tra il pieno e il vuoto esistenziale.

Cedere e intercedere…come confondere e confondersi tra le pieghe del non detto o del non fatto. E, quando comprendi che basta solo un attimo perché, tutto ciò che hai spinto in basso, dentro di te, riaffiori in un solo attimo in cui la delicatezza prende il sopravvento e l’illusorio si veste di verità…solo in quell’attimo…tutto si trasforma e riprende un senso…

L’Arte è questo vortice che investe chi la fa e chi la osserva; del resto, il successo, il fallimento, la finzione non sono parte anche del mondo della quotidianità? Ecco, il Teatro ci sbatte davanti agli occhi l’ineffabilità dell’umano attraverso il gioco dell’interpretazione scenica dove ognuno di noi, a suo modo, può rivedere o riconoscere parti del proprio Sé profondo.

Margareth Londo

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Lo spettacolo CIARLATANI, con la regia di Pablo Remòn, è uno spettacolo che invita il pubblico ad una riflessione sulla professione che, per antonomasia, vive la sindrome dell’impostore: quella dell’attore.

Quattro attori danno vita a dieci personaggi, tra cui Anna, attrice in attesa di una nuova occasione per emergere, e Diego, regista di successo vittima di una crisi artistica dettata dalle complicazioni e dall’indifferenza del nostro tempo. Durante la narrazione lo stile dell’espressione teatrale si intreccia con il linguaggio di quella romanzesca e quella cinematografica, in un riflesso dell’incrocio tra le vite dei due protagonisti.

Pablo Remòn racconta della vita d’artista, dell’altalena costante tra frustrazione ed esaltazione, mostrando come il teatro e il cinema possano essere tanto luoghi di fuga quanto di rifugio, ma anche luoghi di successo e di fallimento, in una grande metafora della vita.

Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione.

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