INEVITABILE TEMPESTA
INEVITABILE TEMPESTA

MILANO OFF FRINGE FESTIVAL 2025
La Tana degli Artisti
2 | 5 ottobre 2025
Oltre il Teatro (Spazio OIT)
9 | 12 ottobre 2025
Testo di Giovanna Mori
In scena Laura Anzani
Diretta da Ettore Distasio
Collettivo DistAnza
Photo © zelda was a writer
La messa in scena a cui si assiste è un continuo susseguirsi di ritmi, pause improvvise, ripartenze, coraggiose intuizioni e impalpabili prospettive.
Lo spettatore è condotto a immaginare continuamente i paesaggi mentali da cui si lascia guidare e coinvolgere la protagonista. La realtà scenica assume innumerevoli forme e possibilità: rumore, suono, caos, ripetizione e ritmo, segnando la metrica di uno spartito autorale e artistico che la stessa attrice cattura e disperde continuamente, creando e ricreando meandri mentali di riflessione, timido nascondimento fino all’esplosione. Quest’ultima, maturata da una implosione controllata e misurata dell’essere, perde, all’improvviso, la propria intima custodia e trasmuta in un irruente espansione.
Dall’interno, il mondo della protagonista si sviluppa, con energia, verso l’esterno; come da una contrazione verso una dilatazione, come da una inspirazione verso una espirazione; un’onda che invade il pubblico inglobando il luogo teatrale e gli spazi tutti.
Questo lavoro fagocita ed è a sua volta fagocitato.
E’ la storia un po’ di ognuno di noi immerso in un mondo di frenetica riflessione indotta.
Ed è subito “Teatro”.
Margareth Londo

Arriva per la prima volta al Fringe Milano Off International Festival un viaggio surreale tra caos, ricordi e rinascita. Un naufragio esistenziale, poetico, delicato e onirico alla riscoperta della parte più autentica di sé.
C’è un momento, nella vita, in cui ci si ricorda di sé. Arriva all’improvviso, in un luogo imprevisto, nel mezzo del rumore e della quiete. “Inevitabile Tempesta” è il racconto di quel momento: una donna qualunque, in fila dal panettiere, viene travolta da una tempesta che sconvolge ogni cosa, trasporta sedie, bare, coccodrilli e ricordi, fino a farla approdare in un bar di porto che forse esiste, forse no. E lì, finalmente, ricomincia a respirare.